Login
HOME IL CURATORE DEL SITO NEWS GUESTBOOK CONTATTAMI ITALIANO | ENGLISH | PORTOGUESE | ESPAÑOL
CAPITOLI


In rosso le sezioni aggiornate di recente.



DONAZIONI
 
Volume 1 » TEX » 1967: GIOVANNI TICCI - PRIMA DI TEX. indietro
1967: GIOVANNI TICCI - PRIMA DI TEX.

GIOVANNI TICCI.

PRIMA DI TEX.

Nasce a Siena, Toscana (Italia) il 20 aprile 1940.

Ticci dice di sé: "Il West per me è stato un mondo di fantasia, è sempre stato nel mio cuore fin da ragazzino, quando ancora non leggevo e non pensavo ai fumetti. Nel dopoguerra avevo uno zio sacerdote, che aveva allestito uno dei primi cinematografi... ricordo i vecchi film, con i cosiddetti "cappelloni", Tom Mix, i primi film di John Wayne... Per me disegnare il West, disegnare Tex e stata una cosa naturale". (17)

Così, sia Galleppini che Ticci, a una ventina di anni di distanza, vedevano gli stessi film di Tom Mix. (vedi GLI INIZI - AURELIO GALLEPPINI PRIMA DI TEX)

"Da lettore, Pecos Bill mi piaceva quando lo disegnava D'Antonio" (17). (Tra il 1951 e il 1953)

"Era un sedicenne studente di ragioneria imbevuto di american dream e pellicole con John Wayne". (26)

"Debutta nel settore dei comics nel 1956". (1)

"Giovanni Ticci inizia a disegnare fumetti a 16 anni, quando ancora studiava ragioneria. Infatti debutta nel campo del fumetto quasi per caso: un giorno trovandosi a Milano da suo zio, gli viene presentato Roy D'Amy, l'autore de Il Sergente York. D'Amy volle vedere gli schizzi di Ticci e da allora comincia la collaborazione con lo Studio D'Amy per la realizzazione di storie destinate al mercato internazionale. Grazie a D'Amy, Ticci impara il mestiere". (2)

Rinaldo Dami, essendo nato nel 1923, aveva 17 anni più di Giovanni Ticci.

Ticci "era andato, durante la pausa delle vacanze estive dei suoi studi di ragioneria, a trovare uno zio di Milano che, per combinazione, abitava nello stesso palazzo in cui aveva lo studio Rinaldo Dami. E Ticci, che disegnava da sempre per divertimento, ebbe l'invito a visitare lo studio e poi anche a... dare una mano. Col senno di poi, si può chiaramente intuire come Dami, da quell'eccellente professionista che era, doveva aver visto bene nella 'mano' del ragazzo. Fatto sta che è lì che Ticci cominciò a lavorare sul piano professionale. Piccole collaborazioni, ma sia su serie fumettistiche allora (e anche ora, a dire il vero) assai apprezzate, come La pattuglia dei bufali, Il sergente York, Dick Daring, sia partecipando a varie delle Storie di guerra confezionate a quel tempo dallo Studio per l'inglese Fleetway. En passant' di passaggio, di sfuggita, per inciso 'è appena il caso di notare come vario di questo materiale era destinato alle edizioni Audace, che allora facevano capo a Tea Bonelli, sicché si può dire che per quest'editrice, attualmente la sua unica, Ticci ha disegnato fin dal suo esordio". (15)

Ticci "iniziò a lavorare a Milano nello studio 'Creazioni D'Ami'". (11)

Così, già dieci anni prima di disegnare Tex, "aveva fatto il suo esordio in casa Bonelli, nelle fila dello studio Dami che per l’editore di Via Buonarroti realizzava le avventure de La pattaglia dei bufali". (21)

Per un 'ritratto dell'artista da giovane', potremmo appuntare la nostra attenzione su una sola fra queste varie collaborazioni di Ticci, La Pattuglia dei bufali. Nella quale, lo stile altro non è che quello 'di bottega', ossia D'Amy, né d'altronde potrebbe essere altrimenti. O per lo meno, così è in termini generali. Ma per quanto riguarda Ticci nella fattispecie, direi che già dalle sue cose di allora si può avere qualche presagio su quella 'zampata del leone' che caratterizzerà lo stile del Nostro, una volta cesciuto e diventato artisticamente autonomo. C'è ad esempio una sintomatica vignetta a tutta pagina (la n. 21 del n. 10, 1a serie di La pattuglia dei bufali, 'Il terribile Murrieta', data 10 marzo 1957), che pur nella sua dimensione minuta (cosa può esserci di più minuscolo della serie a striscia?) ha un respiro di grande ariosità, e questo grazie a un requisito tecnico - grafico, ossia l'angolazione dal basso da parte di un'ipotetica macchina da presa che 'fotografasse' la scena. Ciò permette di avere come sfondo il cielo, ossia un orizzonte senza confine pur nella limitatezza dello spazio cartaceo; e gli elementi costitutivi dell'immagine, compresenti, sono un primissimo piano della testa di un cavallo sulla sinistra, che conferisce una forte profondità di campo rispetto alla capanna lontana con cui si 'conclude' l'immagine sulla destra, insieme alla presenza di un cavallo montato dal cavaliere, in campo medio, al centro della vignetta. La quale in sostanza assume dunque, pur nella sua piccolezza, il respiro arioso di un'immagine in 'cinemascope'" procedimento speciale di ripresa e di proiezione cinematografica per schermo panoramico, più largo del normale "(dove il riferimento al cinema non è affatto casuale: in effetti, tutta la grafica di Ticci è caratterizzata da non effimeri rapporti di parentela cinamatografici).

L'importanza sta dunque non tanto nell'esito finale, che rimane ovvio e (nel senso sopra specificato) 'bottegaio', quanto piuttosto, per usare la metafora del brutto anatroccolo, nell'imprinting" indica un processo di apprendimento precoce che comporta un rapido e irreversibile condizionamento nei piccoli di uccelli e mammiferi, che spinge a riconoscere come genitore la prima persona che vede uscendo dall'uovo "ossià ciò che Ticci imparerà e farà si che poi, 'da grande' egli possa uscire un disegnatore 'cigno' piuttosto che 'anatra'. Egli assimilerà infatti una modalità grafico - espressiva che porterà poi a un sempre più valido sviluppo negli anni della sua maturità artistica e che sarà uno dei tratti distintivi del suo Tex rispetto a quello degli altri disegnatori. Ed è probabile che il più importante valore assimilato da Ticci in quel periodo di apprendistato sia il senso della luce: quel fondamentale rapporto tra il bianco e il nero che già distingueva D'Amy fra i disegnatori italiani di allora e che del resto conferisce validità ancora oggi attuale alle sue creazioni. Un'impostazione, diremmo, di chiare tendenze caniffiane, ma solo per dare un unico nome di riferimento, mentre in realtà sono sia un'intera scuola sia uno specifico modo di disegnare fumetti a venir chiamati in causa.

E' un insieme di tratti che rimangono caratteristici in tutto l'operato di Ticci relativo a quel periodo." (15)

Ticci interrompe gli studi a Siena per proseguire fino al diploma alle serali a Milano. (21)

Sergio Bonelli disse: "Rinaldo Dami andò come volontario in Africa, e finì prigioniero degli inglesi. Ebbe però la fortuna (nella sfortuna) di conoscere, leggere e guardare tutti quei comics d'oltreoceano (che probabilmente gli vennero passati da qualche sorvegliante inglese di buoncuore). Infatti Dami disegnava all'americana perché già conosceva Milton Caniff, mentre noi, in quegli anni, non sapevamo neanche chi fosse. Aveva poi, a differenza di Caniff, uno spiccato senso dell'umorismo che riversava ben volentieri nei suoi disegni e nelle sue storie." (4)

Dami "firmava le sue opere anche come Roy D'Ami o Rinaldo D'Ami.
Durante la Seconda guerra mondiale presta servizio nell'aviazione combattendo sul fronte africano, dove venne fatto prigioniero dagli inglesi.
È in questa circostanza che ha modo di apprendere la lingua inglese e scoprire il mondo dei fumetti statunitensi rimanendo affascinato da autori come Milton Caniff, Frank Robbins e Alex Toth". (18)

Anche Ticci ammirerà Milton Caniff (3) e Alex Toth.

"Il celebre e mitico studio di fumetti di Rinaldo Dami, il grande disegnatore italiano conosciuto anche con lo pseudonimo di Roy D'Ami, da cui usciranno nomi come Gino D'Antonio, Mario Uggeri, Sergio Tuis Ruggero Giovannini, Ferdinando Tacconi, Aldo Di Gennaro, Sergio Tarquinio, Enrico Bagnoli, Dino Battaglia, Franco Bignotti, Renzo Calegari, Antonio Canale, Leone Cimpellin, Giorgio Trevisan e molti altri". (8)

(Gli artisti dai nomi sottolineati hanno lavorato o lavorano per Tex e saranno trattati in questo sito)

Tra questi artisti, Aldo  Di Gennaro ha detto: "Rinaldo Dami fu il mio primo maestro. E fu un grande maestro. Mi insegnò come andava realizzata una tavola a matita ed a usare correttamente i pennelli, ma appresi anche la disciplina nel disegnare i dettagli, le armi, le divise ecc. Era un maniaco della documentazione, e la riteneva alla base del lavoro del disegnatore, necessaria per fare un prodotto degno di considerazione. Una persona eccezionale." (4)

Ticci continua: "Faceva scuola a noi giovani che andavamo a bottega di disegno, che poi è l’unica strada saggia per imparare quel mestiere. Forse ogni mestiere". (21)

Sergio Bonelli: "Al pari di molti altri giovani divenuti poi validi professionisti, era riuscito a farsi assumere come apprendista e, dotato di un talento naturale non comune, apprendeva con umiltà i primi rudimenti del mestiere da maestri come lo stesso Dami, e poi Renzo Calegari, Giorgio De Gaspari, Mario Faustinelli" Faustinelli aveva lavorato per Tea Bonelli, per leggere e vedere una sua foto guarda la sezione GLI INIZI - L'"AUDACE" DI BONELLI e LA GUERRA, "Carlo Porciani... Come vedete, Rinaldo Dami aveva raccolto attorno a sé il fior fiore degli illustratori italiani, che però, sfortunatamente, produceveno fumetti destinati al mercato inglese, allora floridissimo. Sarei un bugiardo se affermassi di aver scoperto subito, in quei primi approcci, le grandi qualità artistiche di Ticci che, come gli altri apprendisti, non aveva mai la possibilità di comporre una storia tutta sua, ma doveva limitarsi ora a tracciare le matite, ora a passare le chine, ora a schizzare uno sfondo, a seconda delle decisioni estemporanee di Rinaldo Dami, che dirigeva questa sua scuola con un tocco speciale: affettuoso e severo, si dimostrava sempre inesausto dispensatore di utilissimi consigli". (15)

Anche nel periodo da Rinaldo Dami prendevamo ispirazione dai fumetti americani e quando vedevo un fumetto fatto male mi arrabbiavo. Una sella western, non è una sella da buttero. La sella, gli speroni... Ho sempre fatto ricerche precise. Specialmente all'inizio. Già da lettore mi arrabbiavo quando vedevo queste cose. Da lettore, Pecos Bill mi piaceva quando lo disegnava D'Antonio, ma mi faceva un pò arrabbiare. Oggi lo riguardo e lo trovo molto poetico, bello, e romantico". (17)

Dami "nel 1948 esordisce nel mondo del fumetto, e nello stesso anno inizia la sua collaborazione con le Edizioni Audace" di Tea Bonelli "affiancando nei disegni Guido Zamperoni" quest'ultimo lavorò brevemente anche a Tex "e Franco Donatelli (quest'ultimo, anni dopo, diventerà una delle colonne della collana di Zagor) sulla serie La pattuglia dei senza paura, scritta da Gian Luigi Bonelli (che in quell'occasione curiosamente si firma B. O'Nelly).
L'anno seguente, sempre per le Edizioni Audace, crea, curandone anche le sceneggiature, la serie Mani in alto, che sarà uno dei suoi maggiori successi, e contemporaneamente disegna per la Mondadori anche alcuni episodi di 'Pecos Bill', il famosissimo personaggio creato originariamente nel 1916 da Edward O'Reilly e portato nel 1949, ma completamente reinventato, nei fumetti italiani dallo sceneggiatore Guido Martina e dal pittore Raffaele Paparella. Fu pubblicato fino al 1955. L'incredibile riscontro avuto dal personaggio tra i lettori fu tale da creare per la prima volta in Italia un vasto fenomeno di merchandising, con la vendita di oggetti e giocattoli legati al personaggio, cosa che rallentò per qualche anno il decollo di Tex, uscito nel 1948. (4)

Ticci "Ha illustrato fumetti per il Corriere dei Piccoli e Scuterino. Tuttavia, dopo un anno ha lasciato lo studio Dami per continuare gli studi di ragioneria". (13)

Queste le pubblicazioni realizzate insieme allo studio Dami:

1956, Corriere dei piccoli (Scuterino) (15) (Una serie pubblicata tra il 1952 e il 1957) (19):

Il sergente York (15) (20): Foto n. 41, 42.

Dami disegnò anche 'la pattuglia dei bufali' (1957), sempre edito dalle Edizioni Audace". (4)

Anche Ticci, tra le altre cose, nel 1957 lavora a 'La pattuglia dei bufali' ("Per difendere i bisonti, buffalo, in inglese e, con essi, i diritti degli indiani delle praterie, Dix Leroy, ex ufficiale di cavalleria, fonda la "Buffalo Patrol"). (9)

Foto n. 1, 40.

1957, Storie di guerra (15):

Poi, racconta Ticci, nel 1958, "ebbi i primi dissapori con D’Ami e decisi di troncare tutto e tornare a casa". (21)

"Mentre studiava, aiutò Franco Bignotti su 'Dick Daring' e 'Kit Carson'. (13)

Franco Bignotti, essendo nato nel 1930, aveva 10 anni più di Ticci.

"Viene contattato da Franco Bignotti, che a sua volta lavorava per Dami e per la Fleetway. Sono gli anni in cui Ticci  collabora al Kit Carson della stessa Fleetway e si occupa delle matite di Un ragazzo  nel Far West (opera prima semianonima dell'esordiente ai testi Sergio Bonelli." (15)

Nel libro-intervista “Come Tex non c’è nessuno” Sergio Bonelli parla del rapporto umano che lo legava a Franco Bignotti: “Lo scelsi sulla base di un incontro umano che creò subito tra noi un’ottima intesa lavorativa e che lo portò a diventare, in seguito, un’insostituibile jolly per la Casa editrice. In lui trovai, oltre che un ottimo professionista, un amico sempre pronto a dare una mano quando ce n’era bisogno”.(22)

Su Zagor a colori Moreno Burattini spiega: “Nel 1956, iniziò a lavorare sulle testate che, proprio in quel periodo, cominciavano a essere dirette da Sergio Bonelli, ormai pronto per sostituire la madre Tea. Due anni dopo è lo stesso Sergio a creare per lui il Ragazzo nel Far West. Bignotti riusciva sempre a entrare in sintonia con i gusti dei lettori: nonostante la sua velocità, la qualità della sua produzione non ne risentiva affatto, tant’è vero che disegnò anche “Capitan Miki” e “Il Grande Blek” per la Dardo”. (23)

“Bignotti era noto per la sua capacità di adattarsi ai generi più disparati e di consegnare nei tempi stabiliti. “Franco era molto conosciuto e lo cercavano tutti: era una delle persone più amabili del mondo, un amico generoso, mai invidioso degli altri”, conferma Giovanni Ticci. Sergio Bonelli lo chiamò a lavorare prima a Zagor, di cui avrebbe realizzato storie per vent’anni, e poi a “Mister No”, ma la sua firma è presente anche nello staff de “Il Piccolo Ranger” e di “Martin Mystère”. E’ anche riuscito a fare da inchiostratore a Magnus per vari episodi di “Alan Ford”. Infine, tra i suoi allievi, oltre a Giovanni Ticci, va ricordato anche un altro futuro grande illustratore (e copertinista) di Tex: Claudio Villa”. (23)

"Inizia a 'fare le matite', come si dice in gergo, per Franco Bignotti. (21)

"Il primo lavoro bonelliano risale al 1958, quando, appena diciottenne, realizza le matite (poi inchiostrate da Franco Bignotti)" degli ultimi episodi "di Un ragazzo nel Far West, su testi di Sergio Bonelli". (1) "(Perduto lo zio, suo ultimo parente, per mano dei banditi di Lucky Bear, Tim Carter decide di arruolarsi nell'esercito in qualità di scout, trovando ben presto l'occasione per pareggiare i conti con gli assassini)". (10)

Sergio Boneli racconta: 'Andando a trovare un mio prezioso collaboratore e insostituibile amico oggi purtroppo scomparso, Franco Bignotti, notai degli evidenti cambiamenti nello stile grafico di una serie scritta prima da me e poi da mio padre Gianlugi Bonelli, 'Un Ragazzo nel Far West'. Il segno, che era stato pur sempre gradevole, di Bignotti, appariva più 'americano', più vicino allo stile di maestri come Milton Caniff o Alex Toth, e, oltre tutto, la firma in calce alle vignette meglio riuscite non lasciava dubbi: 'Bignoticci'. Insomma, per una fortunata circostanza, il generoso Bignotti, che in futuro avrebbe aiutato a emergere altri disegnatori (due per tutti, Claudio Villa e Raffaele Della Monica)," di entrambi parleremo più avanti "aveva fatto amicizia con Giovanni, dando vita a un lavoro a quattro mani di cui anche i lettori si rivelarono subito entusiasti. Fu in quel periodo che imparai a conoscere profondamente la personalità e la sensibilità dell'artista che sarebbe diventato uno dei più grandi disegnatori di 'Tex': accompagnandomi in lunghe passeggiate diurne e notturne nelle stradine di Siena, Ticci mi fece capire che il suo animo di senese puro e di uomo legato a certi precisi modelli di vita mai avrebbe accettato di lasciare la sua città per farsi inglobare dai ritmi frenetici della metropoli lambarda e dall'impegno di una pubblicazione legata a scadenze spietate". (15)

Fossero andate diversamente le cose, Ticci sarebbe entrato 9 anni prima tra i disegnatori di Tex, ora staremmo festeggiando il suo sessantennale con il ranger e chissà quali storie sceneggiate da Gianluigi Bonelli in quei nove anni sarebbero toccate a Ticci. Sangue Navajo? (così vicina ai temi toccati da Vendetta indiana) Pueblo Bonito? (con la guerra fratricida tra navajos) La banda dei lupi? La sfida? (con la prima volta che Tex incontra Buffalo Bill?) Il passato di Tex? Rio Verde? (con il nemico di Tex Proteus) Morte di un soldato? (basato su una storia vera?)

Queste le pubblicazioni realizzate insieme a Franco Bignotti:

1958, Dick Daring (15):

1958, Kansas Kid (15):

1958, Kit Carson (15):

"E' stata realizzata per il mercato inglese". (24)

1958 - 1963, Un ragazzo nel Far West (15):  Foto n. 2, 3, 4, 5, 6.

In "strisce settimanali e quindicinali". (5)

Per le "Edizioni Araldo". (11)

1959 - 1960, Duncan Mc Gregor (15):

1959 - 1960, Soldati del cielo (15):

"Nel quale c'è sempre una forte presenza del bianco/nero. E' in qualche modo  la premessa al tipo di stile che anni dopo ritroveremo in 'Judok'. L'interessa stà proprio nel registro grafico scelto da Ticci, che con tutta evidenza si ispira senza nessuna dissimulazione a Terry e i Pirati di Caniff. Una scelta che pare essere un preciso segnale, vale a dire la netta preferenza per parametri stilistici legati alla tradizione del fumetto americano. Ossia quel tipo di disegno diverso dalla tradizione italiana, quella, per intenderci, che al tempo aveva eccellenti esempi in Albertarelli o Molino o anche nell'allora giovane Galleppini, una tradizione che voleva, nel fumetto, l'ombreggiatura ottenuta a tratteggio, che era la tecnica usata per definire tutti i possibili rapporti fra luce ed ombra. Con D'Amy e gli altri disegnatori della sua 'scuola' (Carlo Porciani, Mario Faustinelli e vari altri, acquisisce invece valore, accanto e parallelamente a una molto minore presenza del tratteggio, il contrasto netto fra il bianco e il nero, delineato dalle campiture piene. Un'ascendenza stilistica, appunto, di tutt'altro genere. Anzi: un genere risalente in maniera diretta al fumetto, senza passaggi, intermediazioni e tramiti con l'illustrazione." (15)

"Già i primi grandi disegnatori italiani cominciavano a farsi valere oltreoceano. Uno di loro era Alberto Giolitti, un 'emigrante' del fumetto. Ticci racconta: 'Quando venne a Roma per ricevere un premio mi propose di lavorare con lui ventilando l’ipotesi di trasferirmi in America: per l’emozione cascai dalla sedia'". (21)

"E' a questo punto che la carriera di Ticci subisce una svolta significativa. Egli infatti manda in visione alcuni suoi disegni ad Alberto Giolitti, che in quel tempo lavorava per gli editori statunitensi e risiedeva in Florida. I disegni gli piacquero e poco dopo, tornato in Italia, convocò il giovane Ticci proponendogli di collaborare con lui. Fu così che nacque un sodalizio molto affiatato." (15)

Giolitti "rientra definitivamente a Roma con la famiglia, ma continua a disegnare per gli Stati Uniti". (25)

Alberto Giolitti "Creò lo Studio Giolitti, che arrivò ad avere circa 55 artisti, che hanno prodotto centinaia di pagine al mese per editori nazionali ed internazionali". (14)

Ticci "è un componente di talento dello Studio Giolitti, grazie al quale ha potuto lavorare per grandi case editrici americane ed europee". (6)

Sergio Bonelli: "Giolitti, che era romano, aveva costituito, nella sua città, uno Studio per certi versi simile a quello milanese di Rinaldo Dami; era un uomo simpatico, pieno di fascino e di passione, e, di conseguenza, non mi meravigliai più di tanto quando, per qualche anno, Ticci 'tradì' la sua Siena per trasformarsi in un pendolare che percorreva avanti e indietro la strada per Roma..." (15)

La produzione dello studio è inizialmente rivolta alle pubblicazioni in Germania e a molte di quelle della I.P.C. Fleetway di Londra. Poi produce anche per gli Stati Uniti". (25)

Ticci "a partire dal 1960, e per i successivi sei anni, lavora nello studio dell'amico e collega Alberto Giolitti, disegnando fumetti western e fantascientifici destinati al mercato statunitense, e collaborando proficuamente a testate famose, come Gunsmoke o Turok, Son of Stone". (1)

Ticci faceva parte dello Studio disegnando "personaggi americani protagonisti dei telefilm western degli anni '50". (5)

"Si ritroverà impegnato giorno e notte a collaborare con Alberto Giolitti alle collane statunitensi della Dell e non solo". (21)

Giolitti "a New York avvia una felice e lunga collaborazione con la Dell Publishing, che ha una sezione fumetti chiamata Dell Comics. In realtà dal 1938 questa Casa editrice ha stretto un accordo con la Western Publishing, originaria del Wisconsin, che ha l'ufficio editoriale anche a New York; secondo tale accordo la Dell finanzia e distribuisce ciò che la Western produce. Quindi, lavorando effettivamente per la Western, e lo farà per ben 33 anni, Alberto disegna tavole dei vari personaggi apprezzati del momento.

Nel 1962 la Western Publishing decide di porre fine alla collaborazione con la Dell Comics ed inizia a pubblicare in proprio gli albi a fumetti utilizzando il marchio 'Gold Key Comics'". (25)

"Giolitti collabora con la Gold Key-Western, casa editrice nata da una costola della Dell". ()

Ticci: "Il fumetto è movimento. Con Giolitti lavoravo sulle foto, vignetta per vignetta. Ci mettevamo in costume per rappresentarle. Giolitti era un personaggio simpaticissimo. Mi insegnava che i personaggi anche quando stavano fermi hanno una loro gestualità e una loro espressività che cercavamo di cogliere attraverso le foto". (17)

Foto n. 43.

Alberto Giolitti: "il mio lavoro è completamente separato da quello che è conosciuto come 'lo Studio'. Di solito io lavoro senza aiuto di assistenti. I disegni a matita e a china sono miei. Per me è estremamente difficoltoso e non soddisfacente usare un matitista come assistente. Giovanni Ticci è il mio solo assistente. Lui disegna per me i fondali mentre io disegno i personaggi. Lavoriamo bene insieme, ma lui è ormai diventato un buon artista per restare l'assistente di qualcuno". (11)

"Dapprima Ticci si occupava delle matite, poi finì per inchiostrarsi un pò tutto, mentre Giolitti dava la rifinitura generale." (15)

Joan Giolitti: "Alberto ha un archivio enorme di materiale informativo e ho paura che, un giorno o l'altro, ci seppellirà tutti sotto. Inoltre ha una buona collezione di oggetti western che ha portato dall'America: armi, cinturoni, selle, oggetti d'artigianato indiano e quant'altro lui usa per il suo lavoro. In America, nel periodo in cui disegnava il Sergente Preston, vivevamo circondati da slitte, arnesi da neve e parka con pelliccia.” tipo di indumento con cappuccio, fatto di pelle di foca o uccelli marini, impermeabile, caratteristico degli eschimesi “Ogni volta che ci spostavamo il peso della collezione di Alberto sembrava raddoppiarsi". (11)

Queste le pubblicazioni realizzate con Giolitti fino alla partecipazione di Ticci alla realizzazione di Tex:

1960 - 1961, Gunsmoke (15): Foto n. 9.

1961 - 1962, Have Gun Will Travel (Paladin) (15) (16):

1961 - 1967, Turok, Son of Stone (15): Foto n. 11, 12, 13, 32, 33, 34, 35, 36, 37, 38.

"Disegna Turok, poi pubblicato parzialmente in Italia dai Fratelli Spada all’inizio dei settanta". (7)

1962 - 1966, Boris Karloff Thriller/Tales of Mystery (Tales of the Unexpected (15) (16):

1962, Man from Wells Fargo / Tales of Wells Fargo (14) (15): Foto n. 9, 39.

Laramie (16):

1963 - 1972, The Twilight Zone (15):

1963, Freedom agent (15):

1964, Furio (15):

1964, Sword For Hire (15):

1964, John Steele Secret Agent (15):

1965, Ripley's Believe It or Not! True Ghost Stories (15):

1965, Ripley's Believe it or not! True War Stories (15):

1966, Lord Jim (15):

1966, Laredo (15):

Sergio Bonelli: "Dopo un trasferimento oltre Oceano di Alberto Giolitti, la partecipazione di Giovanni alle serie made in Usa si fece sempre più complicata, anche a causa della proverbiale pignoleria degli editori americani di quel tempo, ed ecco che io riuscii a realizzare uno dei miei sogni, assicurandomi finalmente la collaborazione e l'amicizia di uno dei maggiori esponenti del fumetto mondiale!" (15)

  "Nel 1963 disegna anche la storia fantascientifica a fumetti Judok, pubblicata in Italia, su  testi di Gianluigi Bonelli". (1)

"Alla conclusione delle avventure di Tim Carter, inizierà a disegnare il fantascientifico Judok su testi di G.L.Bonelli, il suo primo personaggio in solitaria, mentre in contemporanea si ritroverà impegnato giorno e notte a collaborare con Alberto Giolitti. Il lavoro per Judok va talmente a rilento che il personaggio vedrà la luce solo nel 1968, solamente per un albo, e completato da altri. Bonelli diede però un’altra chance a quel giovane talentuoso, e stavolta Ticci non se la fece sfuggire. (21)

"In 'JudoK' sono più facilmente rilevabili altri tipi di influenze, ad esempio Frank Robbins o John Cullen  Murphy. Se insisto su tutti questi influssi, ben identificabili, è soprattutto per sottolineare in Ticci, fin dal principio della sua attività ma in maniera sistematica, una costante attenzione verso un tipo di grafica, il bianco/nero netto piuttosto che un'altra; verso un certo tipo di 'scuola', l'americana di derivazione caniffiana piuttosto che un'altra. Ciò che nella sostanza delinea fin dal principio un determinato spettro di propensioni piuttosto che altre". (15)

 Foto n. 14.

 

____________________

(1) 'Giovanni Ticci' sul sito Internet di Wikipedia: https://it.wikipedia.org/wiki/Giovanni_Ticci

(2) Barbara Latini, sul sito Internet: http://www.ilpalio.siena.it/5/Palio/199507020?DR tratto da "Pallium", Betti Editrice, Siena.

(3) Sul sito Internet Romics: http://www.romics.it/it/ospiti/giovanni-ticci-romics-doro-2003

(4) Pasquale Frisenda, 'Lo Studio Dami di Rinaldo 'Roy' Dami - Una fucina di autori'il 27 ottobre 2015, sul sito Internet Postcardcult:

http://www.postcardcult.com/articolo.asp?id=7877&sezione=44 che cita Sergio Bonelli in 'Sergio Bonelli, l'uomo dell'avventura'

(5) Il 13 marzo 2014, sul sito Internet Youtube: https://www.youtube.com/watch?v=TVRFLy1Lh1M

(6) Sul sito Internet: http://comiccargoteam.blogspot.it/2013/09/for-giovanni-ticci.html#!/2013/09/for-giovanni-ticci.html

(7) Sauro Pennacchioli il 5 settembre 2016 sul sito Internet: http://www.giornalepop.it/fumettista-italiano-piu-famoso-damerica/

(8) Pasquale Frisenda, 'Giovanni Ticci - il quinto pard', il 29 giugno 2011, sul sito Internet Postcardcult: http://www.postcardcult.com/articolo.asp?id=3419&sezione=44

(9) Il 14 maggio 2013, sul sito Internet della Sergio Bonelli Editore: http://www.sergiobonelli.it/news/anni--50/9638/La-Pattuglia-dei-bufali.html

(10) Il 14 maggio 2013, sul sito Internet della Sergio Bonelli Editore: http://www.sergiobonelli.it/news/anni--50/9642/un-ragazzo-nel-far-west.html

(11) Wolfgang J. Fuchs, 1971 e 2010, sul sito Internet: http://www.albertogiolitti.com/intervista.php?osCsid=44b8ea183094d604445e0dbc0f857f1c

(13) Sito Internet: https://www.lambiek.net/artists/t/ticci_giovanni.htm

(14) Sito Internet: https://www.lambiek.net/artists/g/giolitti_alberto.htm

(15) Sergio Bonelli, "Un amico di nome Giovanni", Gianni Brunoro, "Ticci: Una storia lunga un Tex e mezzo", Alberto Beccattini e Antonio Vianovi "Cronologia" su "Un senese nel West, con Tex e..., Glamour International Production, Firenze, settembre 1995, p. 4 - 6, 8, 9, 12, 14, 17, 122 - 139, 146 - 148.

(16) 2010. Moreno Burattini, Graziano Romani, su "Giovanni Ticci - Un 'americano' per Tex", Coniglio Editore S.r.l., Roma, p. 20, 22, 28, 30, 32, 58, 68 - 70.

(17) Giancarlo Frisella, sul sito Internet: http://domenicocali.blogspot.it/2012/01/giovanni-ticci-ilustrador.html

(18) Si firma Paperino 61, il 16 febbraio 2016, sul sito Internet: http://blog.libero.it/scontro/13357947.html

(19) Gianni Bono, il 25 aprile 2015, sul sito Internet Guida al fumetto italiano: http://www.guidafumettoitaliano.com/guida/testate/testata/2008

(20) Sito Internet: http://documents.tips/documents/asta29-pittori-di-carta-una-collezione-4-ottobre-2014-torino.html

(21) Saverio Ceri, il 30 gennaio 2017, sul sito Internet dime web: https://dimeweb.blogspot.it/2017/01/ticci-50-anni-al-servizio-delleroe.html

(22) Maggio 1998. Franco Busatta intervista Sergio Bonelli, su 'Come Tex non c’è nessuno', Editrice PuntoZero, S.r.l., Bologna.

(23) Moreno Burattini, 'Franco Bignotti: un jolly in redazione', Zagor collezione storica a colori Repubblica - L'Espresso, n. 32, 2012, p. 9-11.

(24) Sito Internet: http://www.allagalla.it/catalogo/western/sentieridicartanelwest/

(25) Sito Internet: http://www.albertogiolitti.com/bio.php

(26) Edoardo Semmola sul Corriere Fiorentino il 28 ottobre 2010 "Tex e il suo babbo" sul sito Internet: http://www.pressreader.com/italy/corriere-fiorentino/20101028/281887294679395





LA PATTUGLIA DEI BUFALI Sul sito Internet della Sergio Bonelli Editore: http://www.sergiobonelli.it/news/anni--50/9638/La-Pattuglia-dei-bufali.html

UN RAGAZZO NEL FAR WEST Il 14 maggio 2013, sul sito Internet della Sergio Bonelli Editore: http://www.sergiobonelli.it/news/anni--50/9642/un-ragazzo-nel-far-west.html

UN RAGAZZO NEL FAR WEST ZENIT GIGANTE N. 44

UN RAGAZZO NEL FAR WEST 1

UN RAGAZZO NEL FAR WEST ZENIT GIGANTE N. 33

UN RAGAZZO NEL FAR WEST ZENIT GIGANTE II SERIE N. 34

Voyage to the Bottom of the Sea

Voyage to the Bottom of the Sea

copertine

STAR TREK

TUROK copertine

TUROK sul sito Internet blogspot: http://1.bp.blogspot.com/-mwGAYsad3M8/UkgLmslApbI/AAAAAAAAEws/sK7HtG8yvEM/s1600/0turok1.jpg

TUROK sul sito Internet blogspot: http://4.bp.blogspot.com/-Yo5SSsIwljU/UkgLmN8FoqI/AAAAAAAAEwo/NqfCZnC7_NI/s1600/0turok2.jpg

JUDOK il 14 maggio 2013 sul sito Internet della Sergio Bonelli Editore: http://www.sergiobonelli.it/news/anni--60/9663/Collana-Rodeo.html

STAR TREK Sul sito Internet: http://comiccargoteam.blogspot.it/2017/03/in-italy.html#!/2015/05/for-made-in-italy-4.html

STAR TREK Sul sito Internet: http://comiccargoteam.blogspot.it/2017/03/in-italy.html#!/2015/05/for-made-in-italy-4.html

STAR TREK Sul sito Internet: http://comiccargoteam.blogspot.it/2017/03/in-italy.html#!/2015/05/for-made-in-italy-4.html

Voyage to the Bottom of the Sea sul sito Internet:http://4.bp.blogspot.com/-x8TzG57QT2M/Uj2O3j4LBwI/AAAAAAAAEn4/ZKtg3cclHQs/s1600/bott.sea1.jpg

Voyage to the Bottom of the Sea sul sito Internet: http://4.bp.blogspot.com/-oowXipnS0Tk/Uj2PDlZ8RaI/AAAAAAAAEoE/_z7iyyJKoDA/s1600/bott.sea2.jpg

Voyage to the Bottom of the Sea sul sito Internet: http://1.bp.blogspot.com/-LnLj1Qsn9ZY/Uj2O2j--tPI/AAAAAAAAEn0/GaKJIoIJvnc/s1600/bott.sea3.jpg

STAR TREK sul sito Internet comiccargoteam: http://comiccargoteam.blogspot.it/2013/09/for-alberto-giolitti.html#!/2013/09/for-alberto-giolitti.html

STAR TREK sul sito Internet comiccargoteam: http://1.bp.blogspot.com/-K-XhEQsOL5U/Uj2V7ngFRvI/AAAAAAAAEsA/j7j-U1-lAoM/s1600/star1.jpg

STAR TREK sul sito Internet comiccargoteam: http://3.bp.blogspot.com/-k2c5yi1aD0U/Uj2Vp7xxWzI/AAAAAAAAErw/ls1yOF8QjAw/s1600/star2.jpg

STAR TREK sul sito Internet comiccargoteam: http://2.bp.blogspot.com/-3Fgs-6IoXQY/Uj2VzEToFsI/AAAAAAAAEr4/y7Mjk23SBJs/s1600/star3.jpg

STAR TREK sul sito Internet comiccargoteam: http://2.bp.blogspot.com/-jmIIQ9Y1g2k/Uj2V_odRKFI/AAAAAAAAEsI/FdxA5PXK3tk/s1600/star5.jpg

STAR TREK sul sito Internet comiccargoteam: http://3.bp.blogspot.com/-rrHsXcHwLnY/Uj2WJoOhzKI/AAAAAAAAEsY/nNj-LURFE_U/s1600/star6.jpg

STAR TREK sul sito Internet comiccargoteam: http://2.bp.blogspot.com/-_MXxPvLnfLQ/Uj2WQ2z6HgI/AAAAAAAAEsk/sEeRSYocEWw/s1600/start2.jpg

STAR TREK sul sito Internet comiccargoteam:

STAR TREK sul sito Internet comiccargoteam: http://1.bp.blogspot.com/-I3Hd7kyTRdc/Uj2WHMvsBiI/AAAAAAAAEsQ/ADK4gfw1k-s/s1600/start.jpg

STAR TREK sul sito internet comic cargoteam:http://3.bp.blogspot.com/-DLxkeAIz8jk/Uj2VRRHUUGI/AAAAAAAAErg/kegMBYseK3k/s1600/StarTrek4_09.jpg

STAR TREK sul sito Internet comiccargoteam: http://3.bp.blogspot.com/-hysj8m-sqak/Uj2VXp-8X0I/AAAAAAAAEro/enz1i7v90lY/s1600/StarTrek7_19.jpg

TUROK sul sito Internet comiccargoteam: http://3.bp.blogspot.com/-55Tmcm2OobM/Uj2XF0iTriI/AAAAAAAAEs4/aVHJsGjKhUY/s1600/tur2.jpg

TUROK sul sito Internet comiccargoteam: http://1.bp.blogspot.com/-HPR6uXW8v_s/Uj2XeA_nZwI/AAAAAAAAEtM/cD_nzH84jMg/s1600/tur1.jpg

TUROK sul sito Internet comiccargoteam: http://1.bp.blogspot.com/-jxPDMuG7Yjs/Uj2XR2V7DCI/AAAAAAAAEtI/_ntsF8wCh5s/s1600/tur0.jpg

TUROK sul sito Internet comiccargoteam: http://4.bp.blogspot.com/-snKaicBp9Eg/Uj2XOzYds1I/AAAAAAAAEs8/79drQW9uzcE/s1600/tur3.jpg

TUROK sul sito Internet comiccargoteam: http://3.bp.blogspot.com/-fcG5sgTvzTY/Uj2XtrwHhtI/AAAAAAAAEto/WnCi-oE71RM/s1600/turok1.jpg

TUROK sul sito Internet comiccargoteam: http://2.bp.blogspot.com/-vFimqqHgYJg/Uj2Xk8eMSLI/AAAAAAAAEtc/eADMmhG7UUs/s1600/tur4.jpg

TUROK sul sito Internet comiccargoteam: http://4.bp.blogspot.com/-8Jovs9mDasI/Uj2XirHipPI/AAAAAAAAEtU/pM1WCveBObg/s1600/turok_024_06g.jpg

WELLS FARGO sul sito Internet: http://1.bp.blogspot.com/-KZ626zbg-1I/UjxSF43NTRI/AAAAAAAAEkY/gyEIms0ZWNM/s1600/0wf1.jpg

RISTAMPA DE LA PATTUGLIA DEI BUFALI

IL SERGENTE YORK

IL SERGENTE YORK RISTAMPA

FOTO REALIZZATA PER I DISEGNI sul sito Internet: http://www.lospaziobianco.it/lezioni-fumetto-giovanni-ticci/
Guestbook
inserisci un commento