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Volume 1 » LA STORIA DEGLI ALBI DI TEX » Albi a striscia. indietro
Albi a striscia. 18 novembre 2012

La prima copertina di Tex in assoluto è questa: 

Davide Castellazzi: “E’ alla fine degli anni Quaranta, e anche grazie a “Tex”, che prende piede nell’editoria a fumetti il formato (di origine statunitense, ma di grande successo in Italia) della striscia (17 x 8 cm), ottenuto cercando di fare di necessità virtù: gli alti costi di carta e stampa impongono agli editori di settore, spesso non supportati da grandi capitali, di ottimizzare le scarse risorse disponibili. La scelta del formato a striscia è dovuto in parte anche alla possibilità di utilizzare carta avanzata dalla stampa di altri periodici e di quotidiani. Altri elementi che spingono le case editrici di settore a produrre albi di piccole dimensioni e dal basso prezzo di copertina sono lo spazio esiguo concesso ai fumetti nelle edicole e i pochi soldi nelle tasche dei ragazzini. La scelta è vincente”. (1)

Graziano Frediani su “Le Frontiere di carta”, del 1998 dice che il formato a striscia, fu introdotto in Italia “dal direttore di “Topolino”, Mario Gentilini, su misura per certe storie disneyane”. E poi spiega: “Il futuro Aquila della Notte venne “lanciato” ufficialmente il 30 settembre 1948, in una pubblicazione di 36 strisce, che costava appena 15 lire e che era dunque davvero alla portata di tutte le tasche" ("L’albo più ricco al prezzo più povero”, assicurava la locandina stampata per l’occasione). (2)

Non dimentichiamo “la versatilità del nuovo formato, che poteva essere facilmente nascosto”. (3)

“Era tascabile, facile da nascondersi fra le pagine di un quaderno o di un libro: vantaggio da non sottovalutare in un periodo in cui il fumetto era visto alla stregua di un veicolo di corruzione dei ragazzi o, quantomeno, come il prodotto di una sottocultura che, rappresentando visivamente ciò che la parola scritta costringe a immaginare, “rendeva pigra la fantasia””.(4)

Graziano Frediani su “Le Frontiere di carta”, del 1998: “permetteva anche ai lettori di maneggiare agevolmente, e senza dare troppo nell’occhio, pubblicazioni guardate con diffidenza, quando non con un autentico astio, dagli educatori e dai sociologi dell’epoca, ancora diffidenti verso gli svaghi offerti dalle nuvole parlanti”.(5)

Non mi pronuncio personalmente ma riporto anche il pensiero di Moreno Burattini sulla questione: "La leggenda vuole che questi albetti a striscia avessero questo formato così piccolo perché i ragazzi se li potevano mettere in tasca e quindi, diciamo così, sfuggire alle perquisizioni dei genitori a cui non piaceva che i ragazzi leggessero i fumetti perché negli anni '50 si riteneva che i fumetti fossero dannosi per la gioventù. In realtà non è vero, non è questo il motivo. Il motivo è che in tasca dei ragazzi c'erano pochi soldi e soltanto queste piccole pubblicazioni qua potevano costare così poco, tanto quanto i ragazzi potevano spendere". (9) 

I primi albetti a striscia di poche pagine di Tex del 1948, dice Luca Boschi, “erano molto acquistati perché dal basso prezzo di copertina ed economici anche da produrre, misuravano un terzo degli albi grandi. Stampati appunto come un “albo”, a tre per volta, copertine comprese, venivano poi rilegati ciascuno con un punto metallico e tagliati; sarebbero stati distribuiti in edicola in tre momenti diversi, in base alla periodicità di uscita stabilita”.(6)

In origine, i primi albi di Tex erano piccole strisce di 32 pagine più 4 pagine della copertina. Potete vedere ancora la numerazione delle pagine delle strisce e dove finiva il primo albetto e iniziava il secondo, in basso a destra di ogni striscia.

 “Giovanni Luigi Bonelli studia e sviluppa i propri conti pensando al formato dell’albo e al numero di pagine a disposizione. In tre albi, per un totale di 96 strisce (corrispondenti a 32 tavole), l’episodio d’esordio (che farà nascere e fiorire la leggenda del ranger- ex fuorilegge) inizia e si conclude. L’azione è serrata, intensa, anche nella stilizzazione grafica di Aurelio Galleppini che a questa scelta di sintesi sa adattare il suo segno. Gli esempi sono limpidi ed evidenti a ogni passaggio. Come dire, solo per semplificare, che nel giro di sei strisce (due tavole!), Tex è ferito, precipita in un fiume, si salva, libera l’amica indiana Tesah sepolta fino al collo dai “cattivi” nella sabbia del deserto, l’abbraccia e la rassicura, parte per Calver City ed è pronto ad affrontare Coffin. Ritmi che non lasciano spazio a lunghi dialoghi, ma prediligono l’azione e il cambio repentino di scena”.(7)

Da Wikipedia: “nel classico formato a striscia complessivamente uscirono nelle edicole, con periodicità settimanale, ben 36 serie dal 1948 al 1967".(8)

Raffaele De Falco e Pino Di Genua precisano: "alle strisce viene applicata la strategia delle "serie", (ogni due dozzine di numeri circa si riparte dal numero 1 tenendo così alta l'attenzione del pubblico) mantenendo un buon livello di vendite, intorno alle 40/50.000 copie. Pur non essendo un "fenomeno commerciale" (le vendite dei settimanali Miki e Blek della concorrente Dardo viaggiano intorno alle 250.000 copie!), resta in ogni caso l'albo di punta del suo editore". (10)

Da notare che in questo numero 1 come in altri numeri 1 di ristampe, o non contenevano affatto Tex in copertina oppure era in posizione marginale, al contrario di quanto avviene oggi (secondo la 'filosofia' del principale disegnatore di Zagor, Gallieno Ferri infatti, in copertina il protagonista dev'essere immediatamente riconoscibile dal lettore e quindi disegnato di fronte o tutt' al più di profilo, come fa lui, appunto). Invece Galleppini non la pensava proprio così, Tex mancava ancora in copertina anche nei numei 26 e 27 della 2a serie gigante.

Per saperne di più vedi la sezione TEX - 1948

_____________________

(1) Davide Castellazzi, 'Nati per l'avventura', su Mister No, edizioni if s.r.l., Milano, n. 2, giugno 2007, p. 208 - 209.


(2) 1998. Graziano Frediani, "Le Frontiere di carta", Sergio Bonelli Editore S.p.A., Milano, allegato a Tex n. 455.


(3) 


(4) Graziano Frediani, 'Il West sulla pelle', p. 22, su Gli eroi dei fumetti di Panorama, n. 1, luglio 2005, supplemento a Panorama, Arnoldo Mondadori Editore S.p.A., Milano.


(5) 1998, Graziano Frediani, "Le Frontiere di carta", Sergio Bonelli Editore S.p.A., Milano, allegato a Tex n. 455.


(6) Luca Boschi, sito Internet, http://issuu.com/comicsoon/docs/comicsoon_15_web

 

(7) Roberto Festi, 'I biglietti da visita di un eroe', p. 7, 8, su Tex collezione storica a colori, Repubblica - L'Espresso, storie brevi, 29 settembre 2012, Gruppo Editoriale L'Espresso, S.p.A., Roma.

 

(8) Sito Internet http://it.wikipedia.org/wiki/Tex_Willer

 

(9) Moreno Burattini su Fumettology - i miti del fumetto italiano - 1a puntata - Tex, su Rai5, il 20 dicembre 2012, scritto realizzato e prodotto da Fish Eye Digital Video Creation

(10) Aprile 1994. Raffaele De Falco e Pino Di Genua, 'Cronistoria editoriale: l'avventura - parte I - L'inizio '48-'50, p. 14, su Tex tra la leggenda & il mito, Tornado Press, Marano di Napoli.

 

 

 

 





(Foto n. 1, copertina del n. 1 (Disegno di Aurelio Galleppini)

(Foto n. 3, da Tex n. 1, p. 13, Tex a colori n. 1 p. 41 c, b) (Disegno di Aurelio Galleppini)

(Foto n. 2, la locandina pubblicitaria di Tex dell'epoca) (Disegno di Aurelio Galleppini)
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