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Volume 1 » LA STORIA DEGLI ALBI DI TEX » Collezione storica a colori La Repubblica – L’Espresso. indietro
Collezione storica a colori La Repubblica – L’Espresso.

IL COLORE.

Da Wikipedia: “Da un progetto nato in collaborazione con Gruppo Editoriale L’Espresso, datato febbraio 2007, prende avvio una nuova riedizione della saga di Tex denominata Collezione storica a colori. Vengono riproposti così, i primi episodi in 50 volumi, eccezionalmente a colori, impreziositi da una nuova copertina realizzata per l’occasione da Claudio Villa. Il successo dell’iniziativa fa sì che la stessa sia proseguita oltre il limite di pubblicazioni inizialmente stabilito. L’ultima decisione, in ordine di tempo, fissa la conclusione del progetto editoriale con l’uscita del 239° volume. Sebbene questa esperienza termini, non cessa la collaborazione; infatti dal settembre 2011 vengono riproposti anche gli Speciali, naturalmente a colori”. (1)

Sergio dirà più tardi: “Devo ammettere che, un po’ alla volta, sto venendo meno a quella che, per tanti anni, è stata la colonna portante del mio personale gusto fumettistico. Il colore, infatti, è ormai parte irrinunciabile delle aspettative di tantissimi lettori, che lo interpretano come un “segno” dei tempi moderni”.

Su Tex a colori n. 1 Sergio spiegherà i motivi di questa ristampa a colori: “Molti dei lettori di Tex Willer che hanno seguito le mie abituali rubriche mensili, qualche intervista da me rilasciata alla stampa o qualche mio incontro con il pubblico resteranno sicuramente stupìti nel trovarsi fra le mani il presente volume. Da tempo immemorabile, infatti, non ho esitato a scoraggiare le ripetute, appassionate richieste di tutti coloro che avrebbero voluto una ristampa di Tex interamente a colori, sostenendo l’antica mia tesi secondo la quale un semplice bianco e nero rappresenta il modo migliore per apprezzare la qualità di un disegno. Questa argomentazione, di cui ero sinceramente convinto, aveva rappresentato il mio punto di forza per convincere gli editori brasiliani o finlandesi, statunitensi o turchi ad accettare le nostre storie, loro che, invece, erano abituati a mettere sul mercato le coloratissime pagine dei comics “all’americana”". (3)

“Ecco perché, fin dall’inizio della mia vita professionale, avevo deciso che il colore rappresentasse, nel mondo di “Tex” e di tutte le altre collane “bonelliane”, un evento raro, speciale, un modo per festeggiare un traguardo particolarmente ambìto, una sorta di regalo offerto alla fedeltà dei lettori. E, non a caso, il colore ha sempre coinciso con l’uscita dei numeri “centenari”: il 100, il 200, il 300, il 400, il 500… Nel corso degli anni, me li riguardavo spesso, questi numeri speciali, e, ogni volta, concludevo che sia le tavole sia le singole vignette erano di una dimensione troppo limitata, e quindi correvano il rischio di essere soffocate dalla presenza di “invadenti” effetti cromatici. “Allora”, mi chiederete voi, “che cosa ti ha fatto cambiare idea, al punto da dare vita a una collana di migliaia di pagine che ripresenta in versione colorata le classiche avventure di Tex?””.

“Bene, a dimostrazione di quanto, nel mondo dell’editoria, le strade delle novità e della sperimentazione siano sempre aperte, devo ammettere che a questa decisione sono giunto pian piano, osservando con attenzione le mille, accuratissime prove di stampa a colori (anche su albi usciti originariamente oltre mezzo secolo fa), realizzate per noi, negli ultimi anni, da coloristi e tipografi di indiscutibile esperienza professionale. Di fronte a un esito sempre più convincente, mi sono detto: “Perché no?””

“In effetti, quando mi sono trovato a dover valutare, prima di voi, le pagine che compongono questo volume, mi sono reso conto che, sebbene in molte strisce dei primi albi la presenza di ben tre vignette riduca ulteriormente gli spazi, le immagini tracciate dal disegnatore Aurelio Galleppini, spesso essenziali e prive di fronzoli, ben si adattano a una iniziativa del genere. Sequenza dopo sequenza, dialogo dopo dialogo, si è quindi andato formando sotto i miei occhi una sorta di film western anni Cinquanta, dove la camicia gialla di Tex si trasforma in un punto di rifermento narrativo, in una presenza rassicurante per chi legge. Ben venga, dunque, “la rivoluzione del colore”!” (2)

Per il tempo che passa tra una serie di ristampe e l'altra vedi TUTTO TEX.

LE COPERTINE.

Viene detto nel numero 1 che le copertine inedite sono “disegnate da Claudio Villa ispirandosi alla scena più rappresentativa di ogni volume”. (11)

Foto n. 1

Sergio: “A proposito di questa fortunata iniziativa editoriale, mi sono sentito chiedere più volte come mai le copertine dei primi numeri sembrano eseguite con una tecnica totalmente diversa da quella usata sulle copertine della serie inedita…

Lo stile scelto per l’occasione da Villa corrisponde a una nostra precisa richiesta: volendo distinguere da ogni altra precedente questa specialissima riproposta, abbiamo chiesto al nostro copertinista ufficiale di “inventarsi” una grafica (ma anche un tipo di inquadratura) che ricordasse le vignette eseguite da Galep negli anni Cinquanta.

A mio giudizio, dovrebbe trattarsi di una specie di gioco tra l’editore, il disegnatore e i lettori, pensato per aggiungere un ulteriore tocco di novità a una collana che, grazie al colore, già si distingue da tutte le altre. Ma chi potrebbe rispondere meglio di me a questa domanda, se non lo stesso Claudio Villa? “La ‘consegna’ di questo lavoro è stata precisa e affascinante, ma è più facile a dirsi…”, mi ha risposto. “Galep è unico e inimitabile e, per avvicinarmi alle sue atmosfere, ho dovuto togliere dal segno ogni traccia del mio stile, semplificare il tratto, usare i tratteggi ‘caldi’ che davano materia alle ‘sue’ rocce e limitarmi molto nelle pieghe dei vestiti. Il Galep di quel periodo è agile e sciolto, arioso e mai statico; studiandolo, provo spesso una ‘sana’ invidia per come riusciva a delineare con ‘due segni’ un volto, un gesto, un paesaggio. Per raggiungerlo, ho tenuto d’occhio anche un altro grande del fumetto a cui lo stesso Galep guardava: Alex Raymond.

L’epoca culturale, il gusto per un segno elegante e sintetico, le pose plastiche e dinamiche fanno parte del medesimo universo. E’ un piacere, che attenua la fatica, scoprire una sintesi grafica del passato e riportarla nel presente. Così il gioco tra editore, disegnatore e lettori al quale accennavi tu può diventare qualcosa in più: far ‘rivivere’ il Tex di Galep, come se Lui fosse ancora qui””. (12)

Tex a colori ha 'svecchiato' una raccolta he era ormai datata (risaliva a 50 anni prima). L'ha rinnovata nei titoli e nelle copertine (come era già stato fatto in Brasile con una ristampa le cui copertine sono in omaggio in Italia con Tex Nuova Ristampa), rendendoli coerenti con quanto narrato all'interno degli albi.

Per saperne di più vedi la sezione TEX - 1948

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(1) 'Tex (fumetto), sul sito Internet di Wikipedia: http://it.wikipedia.org/wiki/Tex_(fumetto)

(2) Graziano Frediani che cita Sergio Bonelli, su Tex collezione storica a colori Repubblica – L’Espresso, n. 1, 2007, p. 5-7, Gruppo EditorialeL'Espresso S.p.A., Roma.

(3) Sergio Bonelli, su Tex collezione storica a colori Repubblica – L’Espresso, n. 1, 2007, Gruppo Editoriale L'Espresso S.p.A., Roma.

(11) Redazionale, su Tex collezione storica a colori Repubblica – L’Espresso, n. 1, 2007,  2a di copertina, Gruppo Editoriale L'Espresso, S.p.A., Roma.

(12) Sergio Bonelli, su Tex collezione storica a colori Repubblica – L’Espresso n. 142, 2009, p. 11, Gruppo Editoriale L'Espresso S.p.A., Roma.





(Foto n. 1, la copertina del n. 1, disegni di Claudio Villa)
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