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Perchè questo sito 25/12/12

ITALIANO.

"Si potrebbe (e dovrebbe) scrivere un romanzo sulla storia di Tex, sulle sue vicende editoriali, sul meraviglioso mistero del suo successo lungo oltre mezzo secolo". (17)

"Poco dopo la sua pubblicazione, il romanzo 'L'isola del Tesoro' venne giudicato negativamente da Henry James. Forse perché, egli scriveva, non era mai andato alla ricerca di casse piene d'oro sepolte dai pirati. Robert Louis Stevenson rispose così: 'Se non ha mai cercato tesori, si può facilmente dimostrare che Henry James non è mai stato bambino. Non è mai esistito un bambino che non abbia cercato oro, non sia stato pirata o capitano di soldati o bandito di montagna; che non abbia mai fatto battaglie, non sia naufragato e non sia stato fatto prigioniero, e non abbia bagnato di sangue le sue piccole mani, o che bravamente non si sia ritirato da una battaglia perduta e che infine, con manifesto orgoglio, non abbia protetto l'innocenza e la bellezza'. Essere bambini significa vivere grandi avventure, magari soltanto nel proprio giardino. E leggere storie d'avventura significa recuperare, per un momento, la magia di quell'epoca. Tutto comincia, dunque, con l'Avventura. Metafora, del resto, della vita. Anche per la sterminata produzione di fumetti bonelliani si potrebbe dire lo stesso: in principio, era l'Avventura. Che aveva un nome: Gianluigi Bonelli". (16)

"Se uno conosce i fumetti li ama anche, e se ha avuto questa passione tende sempre a ricordarla con nostalgia, con affetto. Lascia il segno, cioè è un marchio che nell'infanzia ti apre una porta mentale e tu sei sempre grato a chi ti ha aperto quella porta: una porta che poi magari crescendo tu oltrepassi in mille modi e magari riesci anche addirittura a vedere il dietro le quinte di quei fumetti che ami, però ti rimane ancora quell'incantamento e forse è il timore di perderlo o il piacere di averlo avuto e coltivarlo ancora dentro di sé che ce lo fa portare dietro per sempre". (15)

"Qualcuno si chiederà cosa spinge un individuo adulto a collezionare albi e giornali a fumetti e a farli oggetto di ricerca appassionata o anche, semplicemente, a leggerli e a guardarli con un senso di struggente nostalgia. Credo che al fondo di questa inclinazione ci sia un profondo legame con l'infanzia. Non è peregrino" raro "il fatto che ogni generazione provi particolare interesse per quei fumetti che l'hanno fatta sognare in età giovanile o adolescenziale". (9)

"E´ chiaro che di loro non ci disferemo mai, perché sono stati compagni della nostra età dell´oro, gli amati ospiti della nostra prima cameretta.
Era un´epoca in cui ancora non si parlava di fumetti nei corsi universitari, in cui non si rivalutavano intellettualmente le forme e le espressioni della cultura popolare: era solo la splendida stagione dei giornalini. I cento metri che dividevano casa nostra dall´edicola venivano percorsi volando, perché laggiù ci aspettavano quei fascicoli pieni di colori, di avventure misteriose e di facce simpatiche. Duravano troppo poco, quei giornalini. Cercavamo di rallentare la lettura, tornavamo indietro di qualche pagina, ci ripromettevamo di leggere l´ultima storia più tardi, ma in mezz´ora l´osso era spolpato e la noia del pomeriggio era di nuovo davanti a noi". (13)

"Costavano meno di Topolino, gli albi nostrani, ma soprattutto erano reperibili in quella forma magica e sontuosa che si chiamava "buste-sorpresa": tre o quattro resi imbustati e messi in vendita a due o trecento lire, se eri fortunato almeno due non li avevi ancora letti, gli altri li potevi scambiare con trafficanti coetanei.
In certe edicole di mare, ficcate nei carrugi" vicoli "umidi delle mie estati liguri, passavo delle mezze ore a frugare nei cestoni all'aperto dove stavano ammassate le buste-sorpresa, incertissimo sull'acquisto, cercando disperatamente di scrutare attraverso l'involucro per capire se avevo o non avevo già letto il contenuto. Il gusto irripetibile delle buste-sorpresa era, ingigantito, lo stesso delle bustine di figurine: ce l'ho o mi manca? Ma aggravato, e dunque esaltato, dall'investimento ben più compromettente, allora le figurine le mettevano a venti lire la bustina, mentre le buste con i giornalini partivano da duecento, sbagliare significava bruciarsi quattro partite a flipper o sei dischi al juke-box (tre canzoni cento lire)". (14)

Sergio Bonelli, sulla posta di Tex nuova ristampa n. 42 scrisse giustamente della sensazione che è nata “in molti la volontà di tirare un bilancio di una serie che spesso ha segnato anche l’avanzare della loro vita. Questo potrebbe essere il motivo che spinge un gran numero di lettori a produrre fascicoli di critica o guide che aiutino eventuali collezionisti a muoversi agevolmente nell’oceano delle collane, dei numeri speciali e raccolte con cui, nel corso dei decenni, Tex è stato proposto”. (1)

Per quanto mi riguarda, avevo "da tempo in mente uno di quei progetti assurdi che più ci si pensa e meno sembrano assurdi, finché finisce per sembrare assurdo il non provare a realizzarli. L'idea è questa:" in sessantacinque anni di vita di Tex sono stati pubblicati centinaia di libri, migliaia di articoli destinati, nella maggior parte dei casi, all'oblio; dunque, perché non recuperarli e disporre il materiale in ordine logico? (10)

Ho letto molte cose... ma alla fine è rimasto Tex, un personaggio italiano, del quale potevo scandagliare a fondo la storia. Per di più un personaggio importante...

Come ha scritto pure Giancarlo Berardi sul sito internet della Sergio Bonelli Editore, sono sempre stato un lettore accanito di Tex e forse ho cominciato a sfogliarne gli albi prima ancora d’imparare a leggere. Anch’io “fin da piccolo maneggiavo i primi fascicoli settimanali tascabili, ma devo dire che cominciai ad apprezzarlo appieno nel formato in cui viene ancor oggi stampato, a circa 65 anni dalla nascita. A forza di leggerli e di rileggerli avevo imparato a distinguere lo stile di un disegnatore da un altro disegnatore, tanto da riconoscere a colpo d’occhio il tratto di Fusco, di Ticci, di Niccolò, di Letteri, di Galleppini e di altri”. (2)

Ai miei tempi, anni '70 e '80, le edicole di mezza Italia avevano una 'collezione' di Tex fino a che la serie gigante non arrivò ai numeri 200 - 250 circa. Quindi potevi avere una personale raccolta facilmente. Le prime storie che ricordo di aver letto sono la prima striscia contenuta nell'albo gigante 2a serie "Vendetta indiana" (la striscia era intitolara "morte all'alba"), due raccoltine contenute della storia "Il re del rodeo" e gli albi giganti "Le terre dell'abisso", "In nome della legge" e "La cella della morte". Ricordo che, dalle mie parti, per diverso tempo, "Una campana per Lucero" rimase introvabile, veramente raro, e mi serviva per completare la collezione!

Come ha detto Marco M. Lupoi a proposito di un altro fumetto: "Fu quella l'esplosione dell'amore, le attese giorno dopo giorno dell'uscita del nuovo numero le ore passate a leggere e rileggere ogni albo...". (18)

"Non avevo la minima idea di quanti passaggi potessero servire anche per un episodio. Con un albo dell'Uomo Ragno dove, grazie ad enormi 'credits' all'interno del disegno stesso, prendevo coscienza" di quante persone intervenissero. Avevo già delle preferenze specifiche su alcuni disegni piuttosto che altri, riuscendo, con una impulsività innata in tutti i bambini, a distinguere le piccole differenze nel modo di disegnare". (8)

Anche io, posso dire, come ha scritto Eddy Cilìa: “Per un sacco di anni sono stato in grado di recitare a memoria tutti i titoli dal primo all’ultimo acquistato. Tex Willer c’è sempre stato nella mia vita”. “In quegli albori di vita, in cui la televisione latitava ancora, la mia grande passione erano i fumetti". (3)

“Questa serie ha attraversato ed ha accompagnato tutta la mia vita, ricordo i giorni e le occasioni in cui comprai particolari numeri, ricordo l'attesa, a volte anche protrattasi per anni, di recuperare gli albi in cui terminavano storie di cui avevo solo una parte”. (4)

Claudio Villa ha detto: "Sono quelle cose che ti rimangono dentro. Probabilmente è proprio in un momento della tua storia personale, intorno ai 12, 13, 14 anni in cui tu leggi qualcosa e questa ti si pianta nel cuore e si formano le tue passioni, quelle che ritroverai anche da adulto". (6)

"A differenza della quasi totalità degli eroi dei fumetti, Tex ha percorso, e sta percorrendo tuttora, un cammino inverso, sia nei confronti del pubblico sia ( ciò che è forse più interessante) nei confronti della critica. In effetti, mentre i personaggi comuni vanno logorandosi col passare del tempo, a Tex sta invece accadendo il contrario. Da una parte, si sta procedendo da anni a livello editoriale al sistematico aggiornamento dei quadri creativi, senza lesinare sulla qualità, né rispetto agli sceneggiatori, né rispetto ai disegnatori. Dall'altra si è andato moltiplicando negli anni recenti l'allettamento verso il lettore, diversificando il prodotto. Segni indubitabili di vitalità, tant'è vero che su Tex sono stati convogliati disegnatori internazionali di livello indiscusso. Tutto ciò ha finito per produrre un'inevitabile conseguenza positiva, ossia che il lettore rimane avvinto al suo personaggio, avvertendone un aggiornamento in profondità che continua a renderlo appetibile. Un cammino parallelo, di progressiva rivalutazione invece che di oblio, è stato seguito dalla critica, presso la quale, col passare dei decenni, Tex è andato gradualmente conquistando titoli di sempre maggiore rispetto e dignità. Per cui, se nei primi anni Sessanta, agli albori della critica fumettistica, la sua entità di personaggio non era nemmeno presa in considerazione, poi viceversa i critici se ne sono gradualmente accorti, sono andati superando eventuali perplessità e talora perfino schizzinosità, finendo per occuparsi di lui sempre più benevolmente, fino a giungere, oggi, a tributargli il dovuto rispetto di Grande Personaggio Popolare e seguendone con attenzione i frequenti e diversificati approcci col pubblico". (7)

Mi dispiace che Sergio Bonelli non sia vissuto abbastanza a lungo (o che io non abbia cominciato prima) da vedere questo sincero omaggio al lavoro suo e di tanti altri: penso che lo avrebbe apprezzato...

______________________

(1) Sergio Bonelli, Tex Nuova Ristampa n. 42, luglio 1999, p. 2, Sergio Bonelli Editore, Milano.

(2) Giancarlo Berardi sul sito Internet della Sergio Bonelli Editore. http://www.sergiobonellieditore.it/

(3) John Vignola cita Eddy Cilìa 'L'amo/non l'amo', su “Il mucchio selvaggio” n. 688 del novembre 2011, p. 26, Stemax Coop. a.r.l., Roma.

(4) Si firma Wasted Years, su Tex Willer Magazine n. 1, ottobre 2009, su Internet. http://www.texwiller.forumfree.org/index.php? &s=7ca465eeabaaf7f6ea4d1b283624be57&showforum=144

(6) Claudio Villa su Fumettology - i miti del fumetto italiano - 1a puntata - Tex, su Rai5, il 20 dicembre 2012, scritto realizzato e prodotto da Fish Eye Digital Video Creation

(7) Gianni Brunoro, "L'eroe che non stanca", su La ballata di Tex, supplemento a Comics n. 19, 9/5/94, p. 3, 4, Editore Comic Art S.r.l..

(8) Sergio Algozzino, "Tutt'a un tratto - una storia della linea nel fumetto", Tunué, Latina, maggio 2005, p. 3, 4.

(9) Salvatore Taormina, "Voglia di sognare ancora" nel volume "Il grande Blek & Capitan Miki" marzo 1995 Edizioni Multidea, citato da Daniele Bevilacqua e Giuseppe Pollicelli 'Pini Segna. Ovvero il fumetto come continuazione del gioco infantile' su Bonelli & dintorni, 2000, associazione culturale Zagor Club, Siracusa, p. 188.

(10) Moreno Burattini, "Dime Press magazzino bonelliano", n. 11, ottobre 1995, Glamour International Production, Firenze.

(13) Marco Lodoli sul sito Internet La casa degli Elfi: http://lacasadeglielfi.altervista.org/fumetti/Grandi_Classici_del_Fumetto/idee.html

(14) Michele Serra, "Un cinematografo tascabile", sito Internet La casa degli Elfi: http://lacasadeglielfi.altervista.org/fumetti/Grandi_Classici_del_Fumetto/idee.html

(15) Fumettology - i miti del fumetto italiano - puntata speciale, su Iris, il 4 aprile 2013, scritto realizzato e prodotto da Fish Eye Digital Video Creation

(16) Moreno Burattini, 'Vocazione Avventura', su "L'Audace Bonelli - L'avventura del fumetto italiano" La Repubblica L'Espresso, catalogo dell'omonima mostra a cura di Napoli Comicon 2010-2011, Gruppo editoriale L'Espresso S.p.A., Roma, p. 39.

(17) Fabio Licari, 'Il podio', su Fumo di China, Cartoon Club - Proprietà CO.GE.S. s.c.a.r.l. Rimini, n. 216 (252) giugno 2013, p. 24.

(18) 2005. Marco M. Lupoi. "Prefazione", p. 2, su Stan Lee presenta: Io sono l'Uomo Ragno, Marvel Italia e Panini S.p.A., Modena.




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