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Volume 1 » LA STORIA DEGLI ALBI DI TEX » 2a serie gigante indietro
2a serie gigante 19 novembre 2012

"Come detto, l'edizione in volume della raccolta "albo d'oro"" la 1a serie gigante " è quella che ha suscitato il maggior interesse presso i lettori. Sergio Bonelli, nuovo direttore responsabile (fresco di nomina), delle edizioni Audace, comincia a valutare l'idea d'investire in questo formato. Basandosi sui dati di vendita ma soprattutto sull'intuito decide di far ripartire Tex dal n. 1 nel formato volumetto di 162 pagine. Inizia così, nel marzo 1958, la II serie gigante". La serie a striscia "chiuderà nel giugno '67, lasciandosi alle spalle un'era! Bonelli, in accordo con gli autori, punta decisamente sul formato gigante mensile, che però anche se sceso a 114 pagine rappresenta pur sempre una sfida notevole: si dovrà arrivare puntuali in edicola ogni mese con delle avventure inedite!". (9) (vedi parte GLI INIZI - IL SUCCESSO DI TEX)

Da Wikipedia: “La seconda serie gigante è quella tuttora pubblicata nel formato poi utilizzato anche per le altre testate della Bonelli. E’ pubblicata a partire dal 1958 e i primi 95 numeri sono la ristampa completa e cronologica della serie a strisce, ancora in edicola all’epoca dell’inizio della serie. Inizialmente dunque anche questa collana nacque come una ristampa della serie inedita a striscia. Poi, viste le mutate condizioni sociali ed economiche e il crescente successo della collana, la casa editrice decise di puntare su questa e di pubblicarvi direttamente le storie inedite. 
Il numero di pagine di un singolo albo è variato nel tempo".(7) 

Luca Raffaelli spiega:”C’è un’altra data fatidica nel destino di Tex. E’ quella del 1958: dieci anni dopo la creazione del personaggio, Sergio Bonelli, da qualche anno alla guida della Casa editrice, decide di provare cosa succede proponendolo in un altro formato editoriale. Tex non cambia affatto, le strisce rimangono quelle originali. Varia solo il supporto: dal formato striscia si passa a quello diventato poi famoso proprio come “formato Bonelli”. Un cambiamento epocale: perché la striscia è piccola, striminzita, si rovina facilmente. Con il nuovo formato è tutta un’altra cosa: a cominciare dalla copertina che ha finalmente spazio per una presentazione grande e spettacolare di ciò che si potrà leggere all’interno. E dentro, finalmente, pagine e pagine: al fumetto adesso si può, si deve, dedicare un paio d’ore. Così Tex diventa lungo quanto un film, in un formato che piace anche al pubblico adulto: è la definitiva consacrazione”. (1)

Comunque, la maggior parte delle prime copertine della 2a serie gigante di Tex non centravano niente con quello che era narrato all'interno, anche quando non erano più copiate dagli albi precedenti non centravano niente allo stesso modo, tranne rari casi.

Mauro Boselli: "Questo è stato il formato che ci ha permesso anche di scrivere storie corpose come veri e propri romanzi". (8)

Continua Luca Boschi: “In perfetta sintonia con le esigenze dei lettori. Le loro richieste di avventure fantastiche e di evasione antistress, oltre che di conoscenza e cultura, possono essere felicemente appagate impegnando circa un paio di ore di lettura: un tempo più soddisfacentemente lungo della visione di un film e meno impegnativo della lettura di un romanzo”. (2)

Luca Raffaelli: “Alla fine degli anni Cinquanta, inizia l’era d’oro dell’avventura editoriale di Tex. Con la ripubblicazione degli episodi a striscia nel formato che sarebbe diventato famoso come “formato Bonelli”, il Ranger conquista il pubblico adulto, superando finalmente nelle vendite i suoi rivali di sempre: Capitan Miki e il Grande Blek”. (3)

Negli anni '70 "viaggia su livelli di stampa che in alcuni frangenti girano intorno al milione di copie! (la serie inedita arriva a vendere sulle 600.000 copie, poi c'è la ristampa!) E' il periodo d'oro. E' tale la richiesta di arretrati che si ristampa più volte l'intera serie completa, che viene portata in blocco nelle edicole!" (10)

Continua Luca Boschi: “Gli albi bonelliani, per giunta, fanno scattare un meccanismo collezionistico che in precedenza coinvolgeva solo delle circoscritte élite. Con le loro “costole” quadre da libretto, gli albi fanno una buona figura negli scaffali della libreria, non si deteriorano facilmente e consentono una rilettura multipla: chiedono di essere conservati. Quando le storie nate per le strisce sono agli sgoccioli e non è più possibile garantire la sopravvivenza degli albi mensili con il semplice rimontaggio delle strisce, avviene il grande giro di boa.
Infatti, si impone l’ideazione di apposite sceneggiature per l’estensione del centinaio di pagine a fumetti da ospitarsi in ciascun albo. E’ un passaggio epocale. Si provvede lasciando scorrere come meglio si ritiene il flusso narrativo degli eventi da raccontare, superato il limite delle poche vignette concesse da ogni albetto a striscia. In quello spazio angusto, necessariamente bisognava giocare di sintesi per proporre ogni volta al lettore un numero di avvenimenti sufficiente a renderlo soddisfatto per l’acquisto effettuato. Le avventure dovevano essere divise in puntate, sempre a causa della scarsità di vignette disponibili, e si giocava molto anche sulle didascalie e sui cosiddetti cartigli esplicativi per raccontare qualcosa in più, riassumere fatti contenuti negli albi precedenti e nel contempo allungare il tempo di lettura di ogni striscia. Con il formato Bonelliano di un centinaio di pagine nuove, questi vincoli lentamente scompaiono. L’analisi dei vari passaggi di ciascuna avventura, a anche l’introspezione psicologica dei loro interpreti, quando possibile, hanno la meglio sulla sintesi obbligata degli eventi e sull’azione voluta dalle strisce. Il Fumetto Bonelliano, senza perdere lettori e anzi acquistandone sempre di nuovi, con questi parametri più elastici acquista una più ricca personalità”. (4)

Sergio Bonelli parla dello stesso argomento: “Tex esplose soltanto a metà degli anni Sessanta, cioè nel periodo in cui alle storie corte o medie delle origini iniziarono a sostituirsi, via via, storie sempre più prolungate. Le prime avventure erano più brevi perché venivano pubblicate sugli albetti “a striscia”. Con trentadue strisce alla settimana si arrivava in un mese, a poco più di quaranta delle attuali pagine: è chiaro che non si poteva far sospirare troppo al lettore la conclusione della vicenda. Inoltre, se ci fate caso, in ogni breve puntata, G. L. Bonelli cercava d’inserire almeno una sparatoria, un avvenimento drammatico, un colpo di scena: bisognava dare un po’ di “sugo” ai lettori del minuscolo albetto. Questo spiega la maggior dinamicità, gli svariati cambiamenti di scena e il ritmo più rapido delle storie iniziali. In seguito, gli albetti a striscia  aumentarono le pagine, fino ad averne ottanta a disposizione dell’avventura, e, con il n. 95 della serie mensile, gli episodi inediti cominciarono a uscire nella veste attuale: più tavole di fumetti ogni mese significavano poter abbandonare il ritmo serrato a favore di una narrazione più distesa. Magari c’era un morto ammazzato in meno, ma, in compenso, si poteva sviluppare l’approfondimento psicologico dei personaggi e la descrizione dell’ambiente, concedendo qualche meritata pausa a Tex e ai suoi pards”. (5)

“I nuovi episodi vennero realizzati appositamente per il nuovo formato e non più per comparire su albi a striscia. Così fu necessario impostare in maniera diversa e più funzionale il tipo di lavorazione. I tempi della scansione sceneggiata si diluirono e la durata delle trame si allungò sulla base della nuova unità narrativa che era la tavola: le vignette si fecero quindi più ariose e meno ridondanti di didascalie, dato che lo spazio a disposizione permetteva di mostrare quello che prima doveva essere, per forza di cose, riassunto”. (6)

"Anni '80, siamo in piena crisi del settore. La Casa Editrice di via Buonarroti ha chiuso varie testate. Il solo baluardo, inattaccabile nel tempo, resta Tex (tranquillo all'ombra delle sue 400.000 copie!)" (11)

Nel 1994 "le vendite di Tex sono attestate intorno alle 350.000 copie per l'inedito". (12)

Da Wikipedia: "Negli ultimi anni si sono aggiunte anche pubblicazioni speciali, a cadenza per lo più annuale, quali l’Almanacco del West, Speciale Tex (più conosciuto come Texone), il Maxi Tex e il Color Tex. Il primo è caratterizzato, oltre che dalla presenza di una storia a fumetti, da servizi e materiale informativo sul mondo della frontiera; il secondo, in alcuni casi affidato a disegnatori esterni alla casa editrice, ha grandezza extra; il terzo è di formato identico al Tex mensile, ma con un numero di pagine maggiore, mentre l’ultimo si caratterizza principalmente per essere interamente a colori". (7)

Parlerò ancora della 2a serie gigante in occasione del n. 1 di Tex.
_____________________

(1) Luca Raffaelli, "Nasce fuorilegge, ma è già 'divino'!", su Tex collezione storica a colori Repubblica – L’Espresso, n. 1, 2007, p. 10-11, Gruppo Editoriale L'Espresso S.p.A., Roma. 


(2) Luca Boschi, sito Internet, http://issuu.com/comicsoon/docs/comicsoon_15_web?mode=window&pageNumber=1

(3) Luca Raffaelli.


(4) Luca Boschi, sito Internet, http://issuu.com/comicsoon/docs/comicsoon_15_web?mode=window&pageNumber=1

 

(5) Sergio Bonelli, su Tex collezione storica a colori Repubblica – L’Espresso, n. 156, 2010, p. 11-12, Gruppo Editoriale L'Epresso S.p.A., Roma.


(6) Moreno Burattini, 'I piccoli fumetti crescono', su Zagor collezione storica a colori, Repubblica-L’Espresso, n. 30, 2012, p. 11, Gruppa Editoriale L'Espresso, S.p.A., Roma.


(7) 'Tex (fumetto)', sul sito Internet di Wikipedia: http://it.wikipedia.org/wiki/Tex_(fumetto)

 

(8) Mauro Boselli su Fumettology - i miti del fumetto italiano - 1a puntata - Tex, su Rai5, il 20 dicembre 2012, scritto realizzato e prodotto da Fish Eye Digital Video Creation

 

(9) Aprile 1994. Raffaele De Falco e Pino Di Genua, 'Cronistoria editoriale: l'avventura - parte I - L'inizio '48-'50, p. 15, su Tex tra la leggenda & il mito, Tornado Press, Marano di Napoli.

 

(10) Aprile 1994. Raffaele De Falco e Pino Di Genua, 'Cronistoria editoriale: l'avventura - parte I - L'inizio '48-'50, p. 16, su Tex tra la leggenda & il mito, Tornado Press, Marano di Napoli.

 

(11) Aprile 1994. Raffaele De Falco e Pino Di Genua, 'Cronistoria editoriale: l'avventura - parte I - L'inizio '48-'50, p. 16, su Tex tra la leggenda & il mito, Tornado Press, Marano di Napoli.

 

(12) Aprile 1994. Raffaele De Falco e Pino Di Genua, 'Cronistoria editoriale: l'avventura - parte I - L'inizio '48-'50, p. 18, su Tex tra la leggenda & il mito, Tornado Press, Marano di Napoli.

 





(Foto n. 1, la copertina del n. 1 della seconda serie gigante, disegni di Aurelio Galleppini)
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